Per la candidatura a sindaco “siamo all’alba”, ha commentato uno dei partecipanti alla riunione di alcuni movimenti o liste “civiche” che per le prossime amministrative di Sciacca vorrebbero dar vita ad una sorta di “coalizione civica” senza simboli, nazionali o regionali, di partiti. Quando questa cosiddetta (?) “coalizione civica” si concretizzerà, allora ognuna delle sue variegate espressioni presenterà il nome di uno o più possibili candidati e si farà una scelta, ci hanno detto. Le forze in campo al momento sembrano quelle del gruppo venti ventidue (con Filippo Bellanca, Paolo Mandracchia e Gioacchino Settecasi), Sciacca Terme Rinasce (con Michele Ferrara e Alfredo Ambrosetti), Sciacca al Centro (con Fabrizio Di Paola e Salvatore Monte), Noi con l’Italia(ex senatore Giuseppe Ruvolo) Onda (on.le Carmelo Pullara, con Carmela Santangelo e Giuseppe Segreto), Mpa (on.le Roberto Di Mauro, con Lorenzo Maglienti, Vittorio Di Natale e Antonio Casciaro).

A questa riunione di venerdì sera mancavano sia Fratelli d’Italia (che a Sciacca fa riferimento all’ex senatore Giuseppe Marinello) e “Diventerà Bellissima” di Nello Musumeci ( con Silvio Caracappa e adesso anche Matteo Mangiacavallo).

Si può quindi ritenere che queste due formazioni politiche di centro-destra, magari più destra che di centro, possano fare coalizione a sé utilizzando i rispettivi simboli, con possibili candidature a sindaco di Matteo Mangiacavallo (che sull’argomento appare tuttavia assai restio ) o dell’ex presidente del consiglio comunale Calogero Bono in quota Fratelli d’Italia.

Ma ritorniamo alla cosiddetta “coalizione civica” e alla riunione di venerdì.

Ci sarebbe da capire il reale posizionamento di una delle componenti partecipanti, per l’esattezza quella “Sciacca Terme Rinasce” che aveva già presentato ufficialmente il suo candidato a sindaco (l’arch. Michele Ferrara), e quindi se a quel tavolo sta partecipando solo per cercare aggregazioni intorno alla candidatura dello stesso Ferrara oppure sia anche disponibile a ritirarla, in nome di un candidato comune di coalizione ancora da individuare.

Ma la stessa candidatura di Ferrara aveva già suscitato qualche dubbio interpretativo, per il sol fatto che diversi esponenti di “Sciacca Terme Rinasce” erano finora considerati politicamente molto vicini a Ignazio Messina; la candidatura di Ferrara è tra l’altro arrivata il giorno dopo la discesa in campo dell’ex sindaco, cosa che è stata letta come un allontanamento della componente “Sciacca Terme Rinasce” dalla auto-candidatura molto risoluta di Ignazio Messina, salvo a non voler ipotizzare più complicati e sotterranei disegni di strategia politico-elettorale.

Al di là di questa candidatura Ferrara di non immediata lettura, l’unico ad essere dichiaratamente già in corsa a tutto gas per la poltrona di primo cittadino è proprio l’ex sindaco Ignazio Messina, con la sua irrituale proclamazione di discesa in campo ad effetto nel bel mezzo di piazza Scandaliato, con la pubblicità elettorale a raffica sui social e con la sua più recente iniziativa denominata “SciaccaLab”.

Tale iniziativa viene descritta come finalizzata alla costruzione di un programma condiviso per il rilancio della città, come “un incubatore di idee che ha l’obiettivo di contribuire a focalizzare le emergenze e a predisporre interventi idonei e praticabili per poterle affrontare adeguatamente”.

Per far ciò, Ignazio Messina sta cercando il contributo di tecnici ed esperti di vari settori.

Al primo incontro dello “SciaccaLab” sono stati invitati e hanno partecipato: Alfonso Veneroso, attore e regista; Ezio Bono, imprenditore turistico e Presidente dell’associazione “Agrigentoextra”; Valeria Scavone, docente di urbanistica presso le facoltà di architettura di Palermo ed Agrigento dell’Università di Palermo; Rosy Abruzzo, giornalista specializzata nell’uso dei social; Maria Stassi, Consulente per le politiche di coesione per le imprese; Giorgina Perricone, architetto e insegnante; Giovanni Borsellino, Direttore del Flag “Il sole e l’azzurro”; Tanino Bonifacio, Direttore del Museo di Arte Contemporanea di Gibellina; Caterina Santangelo, avvocato; Renato Chemello, docente di Ecologia presso la facoltà di scienze dell’Università di Palermo; e Toni Fisco, giornalista professionista.  

Lo “SciaccaLab” , ha comunicato “l’ufficio stampa di Messina sindaco”, proseguirà il suo lavoro nelle prossime settimane con il coinvolgimento di altri soggetti, che potranno contribuire ad individuare priorità e strategie per la ripartenza della città. In una seconda fase, le idee così raccolte saranno condivise con la città in un confronto aperto a coloro i quali vorranno dare il proprio contributo.

Bene o male, quindi, le stesse finalità programmatiche preannunciate già nel mese di ottobre da Mizzica e Fabio Termine per la piattaforma NEXT, di cui però non ci risultano al momento ulteriori aggiornamenti resi pubblici.

La candidatura a sindaco di Fabio Termine viene in generale considerata come un fatto assodato, ma è altrettanto vero che il leader di Mizzica non l’ha ancora ufficializzata e formalizzata.

E chissà se questa cosa non sia in qualche modo collegata al fatto che, anche nel suo seguito, c’è chi non fa mistero di considerare come potenzialmente vincente una coalizione Mizzica-Ignazio Messina, sicuramente non facile da costruire ma comunque intrigante per i suoi possibili sviluppi futuri. Più probabile tuttavia che se ne possa riparlare in caso di ballottaggio che vada a riguardare uno solo dei due concorrenti.

Nessuna nuova infine dal fronte Forza Italia e da quello del Partito Democratico.

Per la verità la voce di Forza Italia si è fatta sentire sotto forma di annuncio di una conferenza programmatica in agenda per il 20 marzo, alla quale è preannunciata la partecipazione dei vertici nazionali e regionali del partito, ma dichiarata aperta a simpatizzanti e anche ai cittadini. Cosa possano dire su Sciacca in termini programmatici i vertici nazionali e regionale di un partito, che tra l’altro non è mai stato un “autentico” partito, non è dato sapere, ma sicuramente Mario Turturici e Nuccio Cusumano hanno il mestiere e l’esperienza per far uscire dal cilindro la classica colomba.

Il Coordinatore Mario Turturici ha anche ribadito la sua contrarietà a corse in solitario per la sindacatura, perché alla città, in una situazione di emergenza come quella attuale, serve ben altro.

Ma con chi potrebbe allearsi questa Forza Italia, di Turturici e Cusumano?

Alcuni indicano in direzione del PD, ma quest’ultimo al momento è come se non ci fosse, a parte l’appassionato intervento a difesa del simbolo di partito effettuato dal suo segretario provinciale, il concittadino Simone Di Paola.

Per il resto solo silenzio, nulla di significativo continua a filtrare, salvo a non voler dar credito alla voce interna di un componente della segreteria cittadina che l’altro giorno sussurrava come probabile la ricandidatura di Francesca Valenti.

Scherzi a parte, il fatto che si continui a parlare di una possibile coalizione PD-Forza Italia può esser dovuto al fatto che nel quadro politico attuale, così ansioso di sbandierare la bandiera del finto civismo, proprio questo due sono le formazioni politiche che hanno maggiori difficoltà a trovare compagni di strada, difficoltà che potrebbe essere superabile alleandosi insieme: è una possibilità che può diventare più facilmente praticabile se PD e Forza Italia trovassero una convergenza su un profilo davvero autorevole da candidare a sindaco, della quale tuttavia al momento non si intravede traccia… tranne che non venga fuori, a sorpresa, la candidatura a sindaco di chi la politica la fa da una vita e più recentemente ha vestito sia la casacca del PD di Renzi che, adesso, quella di Forza Italia: l’ex senatore Nuccio Cusumano.

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