I fidanzati nell’antica Sicilia difficilmente restavano in intimità… Qualcuno era sempre presente a sorvegliarli, sia in casa che per strada… Solo ammiccamenti e sguardi… Se si era fortunati qualche toccatina di mani o un fugace contatto con tanto rossore in viso e tanta paura di essere scoperti…
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Pertanto il fidanzato, a volte stanco delle sole taliate e ammiccamenti, cercava di sbollentare il suo ardore con qualche altra ragazza, del vicinato o del parentado, su cui era certo di suscitare un certo interesse….. Gelose e preoccupate di perdere il fidanzato, le ragazze si rivolgevano alle “fimmini ranni di casa” mamme o nonne, per chiedere consigli su come comportarsi… Alle ragazze veniva consigliato di recitare delle formule di “incantamento” per tenere legati i fidanzati.
Una di queste tipicamente sciacchitana chiama in causa la luna da sempre considerata protettrice degli innamorati: “Luna,matri luna, si l’amuri m’abbannuna, tutti li mè paroli putissiru divintari sirpenti e liuna,ma avanti ‘ca scura, a li me peri mi l’aviti a purtari …”
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