In Via Valverde nella storica sede della Banda di Sciacca “Giuseppe Verdi”, abbiamo incontrato il Maestro Girolamo Dimino, conosciuto come Maestro Mommino.

Nel panorama musicale, si tratta di un’icona per Sciacca e per questo vogliamo condividere la sua storia, convinti come siamo che ogni incontro con le personalità che hanno dato un’impronta alla città sia una ricchezza da tramandare.
È un uomo che, come pochi, è devoto alla musica e per questo si è dedicato con tanta passione e dedizione alla Banda, a cui ha consacrato la sua vita!
Il filo conduttore della conversazione non poteva che essere la musica e quindi abbiamo strutturato l’intervista servendoci delle note musicali, tante care al Maestro. Di seguito l’intervista integrale, e buona lettura!

Perché abbiamo scelto questo verbo? Donare, perché Lei ha donato 63 anni della sua vita per la musica e per la banda di Sciacca. Le piacerebbe condividere come e quando è iniziata la passione per la nobile arte della musica?
“ La mia passione per la musica comincia da bambino. Nel 1955 è venuto il Maestro Moscato a Sciacca, in quanto aveva vinto il concorso come Maestro Direttore della Banda con l’obbligo di fare lezione agli allievi. Ed io sono stato uno dei suoi allievi. Così nello stesso anno, dopo un paio di mesi di lezioni, sono entrato nella banda. Sono stato molto celere nell’apprendimento. Successivamente da autodidatta ho imparato a suonare il contrabbasso e la chitarra basso. Suonavo anche nelle orchestrine il flicorno baritono, il trombone e la tuba”.

“Nel 1969 il Maestro Moscato ha lasciato il posto al Cavalier Albino. Nel 1988 si sono svolte le elezioni e si è fatta una votazione interna. Io ho preso 22 su 32 voti. Sono stato eletto come Capobanda e da autodidatta mi sono messo a dirigere. L’entusiasmo è stato tanto. Riuscivo ad insegnare tutti gli strumenti, dal flauto al tamburo. Molti ragazzi che sono qui in banda sono allievi miei e sono rimasti. Ho portato innovazioni.Come musiche, prima si suonava musica operistica e sinfonica. Io ho portato la musica leggera nella banda e questo è stato il mio più grande successo. Questi pezzi dopo 30 sono ancora importanti. Io ho rinnovato completamente il repertorio della banda, suonando George Gershwin, Duke Ellington, Glenn Millere Frank Sinatra, solo per citarne alcuni”.

“Io non sono stato solo capobanda ma anche direttore della Banda.Grazie al fatto che sono andato presto in pensione, ero sempre responsabile ed attivo per cercare impegni e allievi. Tutto questo è stato fatto in maniera volontaria”.


“Negli anni 60-70 andavano di moda i Beatles. I ragazzi studiavano la chitarra o la pianola per questo non si trovano i fiati. Ho dato un’impronta moderna ed ho cercato di strutturare la banda. Negli anni ’90 infatti eravamo in grado di suonare anche musica leggera”.

“La banda fino al 2010 ha vissuto anni d’oro, grazie al Comune e le Terme che ci facevano fare molti servizi. La stagione estiva concertistica alle Terme era importante. In occasione del raduno musicale del 1991 a Cinisi sono stato premiato al primo posto come Maestro di Banda e la Banda è arrivata seconda rispetto a tutte le bande partecipanti. Ogni domenica c’erano concerti, poi con la nascita di altri gruppi e con i progetti delle scuole ad indirizzo musicale gli impegni si sono affievoliti e così anche gli allievi. I bambini quando vedevano suonare la banda se ne innamoravano e volevano imparare a loro volta per potere essereanche loro in banda. Ma gli impegni minori hanno dato anche meno visibilità alla banda”.

Gli errori sono spesso dei grandi insegnamenti, se potesse tornare indietro cosa farebbe diversamente?
“Non farei niente diversamente. La mia passione era quella di insegnare ai ragazzi e così ho sempre fatto. Ho dato struttura alla banda con i concerti che sono stati sempre molto apprezzati con una presenza di pubblico non indifferente. Diversamente avrei studiato per perfezionarmi ancora di più… Io sono autodidatta in tutto”.

Maestro, Johann Sebastian Bach diceva: “Tutti gli strumenti musicali sono facili da suonare: tutto ciò che devi fare è toccare il tasto giusto al momento giusto, e lo strumento suona da solo”.

“ Il forte come insegnante è insegnare tutti gli strumenti. Il mio forte è il solfeggio e per me questo è un vanto. Il mio metodo negli anni non è cambiato, ovviamente l’esperienza quella sì, ma non il metodo. Io conosco come si fa la scuola e come si forma l’allievo. Molti dei miei allievi si sono laureati in conservatorio. Hanno preso la passione per la musica che ho trasmesso io. Consiglioquesta professione visto l’apertura nelle scuole e nelle orchestre. È un mestiere, un’arte che dà la sua soddisfazione”.

“ Io sono nato per la musica, quando ero bimbo sono andato in conservatorio ma ho fatto solo un anno. In famiglia mia mammaamava la musica e da bambina cantava in chiesa. Mio fratello maggiore suonava in banda prima di me. Reputo il Maestro Moscato un professionista, soprattutto per quanto riguarda il solfeggio. Lui ha introdotto il solfeggio a suddivisione, la vera lettura della musica che fa dividere i movimenti ed io insegno la suddivisione. Ho maturato tanto, tutto quello che so insegno, misure regolari e irregolari”

“Si si certo, tradizione carnascialesche e natalizie. Per quanto riguarda quelle natalizie, io ho fatto rivivere la tradizione della novena saccense diversa da quella che sentiamo noi oggi dei gruppi musicali. È stata una composizione del Maestro Moscato nel 1956 ma si ignora l’autore, nel 1955 non si sono fatte novene natalizie. Le “fiuredde” erano tante e i tempi quindi si dovevano stringere. Era una sorta di tipo pastorale”
“I bambini in occasione della novena antica cantavano la litania nel 1990. Io ho fatto delle ricerche, questa novena natalizia antica l’ho suonata per 2 anni quando ero bambino poi l’ho scordata e per trascriverla sono andata dai vecchi musicisti che mi hanno aiutato a ricostruire”.
“Per quanto riguarda il Carnevale, sono stato il primo a fare una sorta di revival degli inni. Nel 1983 ho costituito un gruppo di ragazzi che cantavano e suonavano dal palco. Ho fatto le ricercheed ho preso gli inni del Maestro Vitale. Sono autore di inni di Carnevale e ne ho fatti circa 30 e sono autore di copioni di Carnevale e sono stato anche premiato. Nel 2000 tutta la banda con il coro di Claudio Amato ha fatto un meraviglioso concerto dal successo inaspettato proprio sugli inni del Carnevale”.
“Quando io sono entrato in banda, gli impegni erano davvero notevoli. Se l’anno è composto da 365 giorni, noi facevamo 400 impegni. Poteva essere un vero e proprio lavoro suonare in banda, ben retribuito”.
“Intanto quasi ogni giorno c’era un funerale. Poi l’anno cominciava con la festa della Madonna del Soccorso. Si suonava per il vespro, il 1° febbraio, il 2° febbraio mattina e pomeriggio. A seguire c’era San Giuseppe, dove suonavamo di sera per i vespri, poi l’indomani facevamo il giro e poi suonavamo per la precessione”.
“Poi ancora la Madonna di Fatima. C’erano i mercoledì e sabato solenni, erano le messe fatte per grazia ricevuta che vedevano la partecipazione della banda. Il Venerdì Santo era davvero impegnativo. Ancora la festa di San Pietro e Ferragosto e così via”.
Maestro Dimino, ci accingiamo alla conclusione. Vorrebbe aggiungere qualcosa?
“No, ma vorrei mostrarti alcuni spartiti, che tu conosci anche bene”.
Il Maestro mi mostra anche alcuni quadri antichi appesi vicini ad altri riconoscimenti ed infine il quadro di Santa Cecilia, la patrona della musica, degli strumentisti e dei cantanti.

Filena Rizzuto