
A Sciacca, da settimane, oltre alla gravissima situazione dell’ospedale, il tema caldo del carnevale tiene immancabilmente banco.
Come è evidente, la festa non sarà celebrata nella data canonica di febbraio, ma si continua ad ipotizzare un suo slittamento a maggio.
Alla luce della riunione svoltasi lo scorso sabato tra il Sindaco ed i rappresentanti dei carristi, si è letto su altre testate giornalistiche e si è saputo da alcuni addetti ai lavori, che sembrerebbe farsi sempre più strada l’ipotesi di un carnevale negli ultimi due weekend di maggio.
Con noi di ServireSciacca, il Sindaco si è invece trincerato invece dietro un “Non c’è ancora niente di definito sulla data” …
Il nostro giornale aveva già attenzionato la questione, soffermandosi sia sul “come” che sul “quando” fare quest’anno questa festa, che ha un po’ sempre rappresentato l’anima più spontanea del popolo saccense.
In sintesi, e in via del tutto eccezionale per l’anno in corso, avevamo ipotizzato invece di un’edizione primaverile a maggio, un’edizione estiva che potesse fare da traino ad un’estate saccense in grande stile. Non abbiamo nascosto le nostre perplessità sull’eventuale scelta di Maggio per le seguenti motivazioni: in primis è il periodo peggiore con riferimento alle esigenze della scuola, poi per il turismo e non in ultimo per il meteo.

In particolare, per il mondo della scuola, il mese di maggio è il periodo finale, quello delle interrogazioni e della chiusura dei programmi, nel caso dei maturandi e degli studenti di terza media si ci prepara per gli esami di giugno. Un periodo, insomma, nel quale sono quasi impossibili due giorni di vacanza.
Dal punto di vista turistico, a livello regionale a maggio sono diversi gli eventi e le feste religiose che attraggono sia visitatori locali che anche turisti, alcuni dei quali potrebbero accavallarsi.
In aggiunta, a nostro avviso sarebbe meglio puntare al primo mese dell’estate, ossia giugno, in quanto analizzando i dati statistici 2017-2018-2019 si evince un netto incremento dei flussi turistici in tutta la Regione (fonte: https://pti.regione.sicilia.it/).
Abbiamo estrapolato i dati di nostro interesse, con riferimento alla provincia di Agrigento nei mesi di maggio e giugno. I numeri del 2022 sono molto vicini a quelli del 2019 anno d’oro per il turismo in Sicilia, da prendere come termine di paragone poiché non c’erano le restrizioni dovute alla pandemia che invece hanno caratterizzato il 2020, in parte rilevante il 2021 e anche l’inizio del 2022.


In conclusione, e in attesa della decisione del Sindaco, Fabio Termine, la vera sfida sarà rilanciare una festa che necessita di scrollarsi di dosso l’immagine di una festa paesana, per questo da molti considerata mangiasoldi. Il 2023 dovrebbe rappresentare effettivamente l’anno zero, l’anno in cui ripensarne a 360° tutti gli aspetti per innalzare il livello qualitativo e organizzativi dell’evento. Si tratterebbe insomma di fare una sorta di allenamento per arrivare in forma e preparati a puntino per l’edizione del 2024.