Ciascuno di noi ha un modo diverso di approcciarsi alla tradizione. C’è quella fatta di ricordi personali o quella che è frutto di una ricerca appassionata delle fonti, o quella memorizzata e interiorizzata in seguito a frequentazioni di persone e testimoni. Insomma, come dicevo, se uno ama la tradizione della propria terra, se ci tiene a mantenerla e trasmetterla, lo fa e in qualsiasi modo lo faccia, è meritevole di elogio.

Questo ho pensato ieri sera, al Circolo di Cultura, ascoltando Pippo Verde, Nino Sandullo e Angela Venezia. Un incontro “incrociato”, come si legge nella locandina.

Ciascuno per i propri ambiti ci ha deliziato con i propri studi e ricerche che riguardavano riti nuziali, scongiuri, incantamenti, religiosità marinara, mettendoci il cuore e la passione che solo i veri sciacchitani sanno ancora possedere. Riportare un proverbio, un motto, un modo di dire, una massima, tutti lo sappiamo fare. Quello che invece è difficile è riempire di passione questi contenuti. Pippo Verde lo ha fatto da studioso , fine e puntiglioso; Nino Sandullo lo ha fatto da appassionato di tradizioni; Angela Venezia lo ha fatto con la sua spontaneità e la sua verace partecipazione emotiva. Un elogio particolare va a Renato Sanfilippo, Cultural Brokering che, quotidianamente e con umiltà, si occupa della chiesetta di Santo Antonio Abate e che promuove eventi culturali districandosi tra le difficoltà che si trova a incontrare chi, per amore della città, non si rassegna al suo declino.

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